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Mondo Aziende

In partenza la valutazione stress lavoro-correlato

La prossima scadenza del primo agosto 2010 - con l’entrata in vigore delle relative disposizioni - impone la valutazione di questo importante fattore di rischio in tempi brevi, per non risultare “scoperti” dal punto di vista normativo.
In attesa delle vere e proprie linee guida della Commissione Consultiva permanente nazionale, altre istituzioni si stanno muovendo per fare chiarezza sui criteri di qualità e le metodiche più adeguate a validare la valutazione stessa.

Nella confusione del primo periodo, infatti, le imprese hanno puntato su strumenti semplici e il più possibile economici, come la somministrazione di questionari e software di vario genere. In alcuni casi, se non inseriti in un contesto di concertazione che preveda altre iniziative e strumenti, possono risultare inefficaci quando non dannosi.

Nel dicembre 2009 la Regione Lombardia ha emesso i primi indirizzi generali, per supportare il mondo produttivo nell’attesa di indicazioni ufficiali della Commissione nazionale.Il decreto 13559 riprende la genesi della valutazione (introdotta sulla base dell’Accordo Europeo del 2004, recepito in Italia nel 2008), che affronta per la prima volta in termini sistematici un problema complesso e multiforme. La Regione a questo proposito rimanda ai criteri generali di qualità per la gestione del fattore stress, elencando le principali cause e aree critiche su cui intervenire.

L’approccio consigliato è tutt’altro che semplicistico: si raccomanda uno sviluppo corale – da parte di tutte le figure coinvolte nella prevenzione – di precisi programmi volti a monitorare lo stato di stress dei dipendenti correlabile a situazioni lavorative, ad intervenire eliminandolo o riducendolo con misure organizzative, gestionali o di info-formazione e a controllare periodicamente i risultati aggiustando il tiro.

In questo può essere utile il supporto di esperti, come psicologi del lavoro. Di sicuro, la materia va discussa a fondo con il proprio Medico Competente, il primo professionista qualificato a guidarci nel nuovo panorama di strumenti offerti, dalle interviste e i focus group ai nuovi software e scale di valutazione. Nessuno di essi è valido di per sé ma possono risultare tutti utili in una strategia di miglioramento che, alla fine, dovrebbe portare vantaggi concreti sia sul fronte della spesa sanitaria sia su quello dell’equilibrio e dell’efficacia personale di chi lavora. E anche solo per questo, di sicuro ne vale la pena.

In Ethos disponiamo di un team di esperti specializzati in quest’ambito. Grazie all’attenzione prestata al tema già da tempo, alle nostre competenze e metodiche innovative (in linea con gli indirizzi emersi a livello comunitario) stiamo operando con importanti realtà nazionali per giungere al traguardo del primo agosto prossimo con le carte in regola.

Per maggiori informazioni, chiamateci allo 02-6071222.


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